Kengo Kuma firma il progetto definitivo per la Stazione di Susa

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Lo scorso giovedì 31 gennaio è stato presentato il progetto definitivo della Stazione internazionale di Susa, che porta la firma di Kengo Kuma, presso la sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di Roma. La futura Torino-Lione sarà composta da una galleria profonda 12 chilometri con un intervento che si estende per 3 chilometri in superficie nella Piana di Susa.

Approvata dal Consiglio di Amministrazione della Lyon Turin Ferroviaire, la società italo-francese con l’incarico di realizzare la nuova tratta Torino-Lione, la proposta dell’archistar giapponese si è aggiudicata il concorso internazionale al quale hanno preso parte anche Norman Foster, Benedetta Tagliabue, Dietmar Feichtinger e l’agenzia 5+1AA di Alfonso Femia e Gianluca Peluffo.

Il progetto definitivo, quasi interamente sotterraneo, prevede interventi che riguardino esclusivamente aree già destinate al trasporto, nel tentativo di ridurre il più possibile il consumo di suolo e, al tempo stesso, ottimizzando i vantaggi dell’opera, come per esempio la riduzione dei tempi di percorrenza e l’incremento della capacità di trasporto merci.

Mario Ciaccia il Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha dichiarato in occasione della presentazione di giovedì scorso:

” l’attenzione all’ambiente e al territorio devono coniugarsi con la dimensione europea del progetto che rappresenta una tratta strategica del Corridoio Mediterraneo della rete transeuropea Ten-T. Una volta decisa la realizzazione di un’opera strategica è necessario assicurare un confronto continuo con il territorio durante l’intero processo: dall’ideazione dell’opera alla sua costruzione e successiva gestione, assicurando al territorio stesso costante informazione, trasparenza del processo decisionale, accoglimento e sviluppo delle istanze locali “.

L’idea concepita da Kengo Kuma prende le mosse dalla volontà di creare un’opera di collegamento d’ importanza strategica, al confine fra l’Italia e la Francia, pur perseguendo l’obiettivo di realizzare una stazione che sia estensione dello spazio circostante. Lo stesso Kengo Kuma ha ribadito: “ il nostro obiettivo non è quello di creare un oggetto alieno ma di valorizzare gli elementi del territorio di Val di Susa, richiamando i tratti delle montagne vicine e del paesaggio alpino”.

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